La gente sta male

Eh sì, c'è poco da fare. La gente sta male. Era un po' che non facevo qualche commento, ma è giunto il momento di tornare un po' all'attacco. Lavorare una vita, non staccare mai... Per? Un cazzo. No, nemmeno per quello. Almeno ti regalassero un "giovane cazzo for life", dici "oh, almeno!". Ma no, tutti a testa bassa, tutti dentro un loop malato dove ti svegli per andare a rivendere il tuo tempo di vita per soldi, che poi riusi (forse, se trovi il tempo), per evadere temporaneamente da questa gabbia dove ti ci mettono fin da giovane età. Cresci che ti insegnano che devi andare a scuola, studiare, prendere buoni voti così poi troverai un buon lavoro che ti permetterà di vivere bene. Poi ti svegli un mattino e ti accorgi che non riesci più a fare un salto, non riesci più a raggiungere quella nota che ti veniva senza nemmeno pensarci, ci vedi meno...  Ti rendi conto che non ricordi assolutamente nulla di quello che ti hanno insegnato a scuola, se non magari la famosa proporzione che usi ancora per calcolare quanta farina devi mettere quando hai scazzato con le uova e devi rimediare. E ti affidi a motori di ricerca o AI ora, per avere le risposte su fatti di vita quotidiana, incluso come compilare un modulo per pagare delle tasse. E ti chiedi... "Ma che cazzo ho fatto in tutti quegli anni di scuola?". Ah sì, so che gli Assiri e i Babilonesi erano attorno al fiume Eufrate, e che gli Egizi avevano gli scriba con il papiro. Ma ti ricordi che sai riconoscere il papiro non per quello che hai studiato, ma perché sei stato a Siracusa. Insomma, tanto tempo di vita buttato per nulla. E quando vedi chi sta in politica, chi ci comanda e chi sta prendendo voti ora, capisci che chiaramente l'istruzione non funziona (se no non saprei spiegarmi come sia possibile che il mondo stia andando al contrario), e che la gente sta davvero male. Vedo con i miei occhi persone molto vicine a me, che attraversano un oceano, fanno ore e ore di volo per trovarsi nel mezzo del nulla, in una natura meravigliosa, che anziché guardare fuori dal finestrino guardano le news sul telefono. E io resto a bocca aperta. O che, nonostante in vacanza, debbano sempre rispondere ad una cazzo di mail di lavoro o ad un messaggio. Ma porco d'un porco! La voglia che ho di gridare "ma sei scemo? Ma fatti una vita cazzo! Sai che ci sono altri modi per gestire questa necessità di sentirsi utile, importante ed indispensabilie?". E la cosa triste, è che non è mai quello che questa gente fa. Ai miei occhi è così chiaro, ma questi sono così dentro al loro tunnel che non se ne rendono nemmeno conto. E poi al primo layoff di redundancy, che ci cadono dentro, ci rimangono pure male. Loro che erano così indispensabili... toh, in culo!  Siamo solo numeri, pedine dentro una enorme scacchiera dove ci muovono a loro piacimento. E diamo 8 o più ore della nostra VITA, ora di VITA.... ripeto... V.I.T.A.... magari ignorando chi ti è di fianco. Magari togliendoti energie per fare qualcosa che avresti voluto fare. Per? Soldi? No. Ed è qui davvero il problema più grave. Se una persona non ha un tetto, non ha da mangiare, e lavora non stop per due soldi, è orribile che succeda, lo so, ma ancora comprensibile e non avrei nulla da dire in questo caso. Ma quando hai da mangiare, hai un tetto dove stare, ti puoi anche permettere uno sfizio ogni tanto (perché se lo fai sempre, non dai più valore a quell'azione/oggetto)... il fatto che tu risponda a messaggi o mail di lavoro durante il TUO SACROSANTO tempo libero, questa è dipendenza. Come il fumare, l'alcolismo, le droghe. Ma è una dipendenza camuffata da "dovere". E sfido chiunque a provare a far notare a questi personaggi quello che ho appena detto. Vedrete la tipica reazione del drogato, ossia una reazione di attacco, quasi offesi/arrabbiati, con il tipico "tu non capisci". E fanno pure la faccia stanca come "cazzo, devo rispondere se no...". Ecco. Se no? Se no che? Chi muore? Quale bambino viene ucciso se non rispondi? Se non rispondi, te lo dico io che "non capisco". Se non rispondi, alla peggio qualcosa non va avanti, ed è esattamente cosa dovrebbe succedere. Hai un contratto dove vendi i tuoi minuti preziosi di Vita per denaro, e, se hai incluso del tempo libero, il "motore azienda" deve essere tarato perché gestisca quando tu non ci sei. E se non funziona senza di te, significa che è gestito male. E se tu tamponi il problema rispondendo, sei complice e colpevole di mantenere questa macchina malata attiva. Sei colpevole come il super boss di sfruttamento. E quanto fai la figa che non compri in quel negozio perché sfruttano il lavoro minorile, dovresti fare un semplice 2+2 e renderti conto che tu, rispondendo a quelle mail, stai probabilmente forzando una madre a stare più tempo al lavoro o a non usare il suo tempo libero per educare i suoi figli, o semplicemente ridere e scherzare con loro. Quindi sai dove dovresti metterti quella bella mail che assolutamente devi rispondere? No, nemmeno su per il buco del culo. Perché magari ti piace. Nella pupilla, sotto l'unghia, in un rene sottoforma di calcolo. Magari allora capisci. Perché tu, sì, proprio tu che devi sempre essere lì per dare combustibile al tuo ego (che probabilmente ha sofferto perché tua madre non ti ha cagato a sufficienza perché arrivava a casa distruttta per qualcuno che faceva come stai facendo tu ora)... sei ancora in tempo di aprire gli occhi, fermarti, scusarti con chi ti sta attorno, e disintossicarti da questa dipendenza. Inizia con lasciare a casa il portatile e il telefono del lavoro. Inizia col organizzare il tuo lavoro in modo che sia chiaro che sei in vacanza. Inizia a chiudere quello che stai facendo mezz'ora prima, in modo che se capita il piccolo imprevisto, sta dentro il tuo orario di lavoro e non toglie tempo a te. E ti dico anche questo. Se ti accorgi pure che non c'è nient'altro oltre al lavoro, beh, pensa se magari sono queste abitudini che hanno allontanato gli amici, le persone che ti hanno voluto bene, e magari anche qualsiasi potenziale partner che non avrebbe trovato nessuno spazio nella tua vita.  E tutto questo per? ...per morire.

Apriamo gli occhi prima che il rigor mortis non ci tolga per sempre questa possibilità.

Vivi.